Joan as police woman | the deep field

Joan as Police Woman: violino o... mitragliatrice? (381.48001098633)

Ospite di Monte Carlo Nights è la cantautrice statunitense Joan as Police Woman. Polistrumentista, ci racconta che da piccola inizio'a suonare il violino perché le ricordava una mitragliatrice. E ci spiega il perché del suo nome d'arte
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«Ecco il mio disco più estroverso e gioioso!»

Presenta così il suo nuovo album, “The deep field”, la grintosa cantautrice statunitense Joan as Police Woman. E c’è da crederle. Prima di tutto, perché Joan non si lancia in promesse non mantenute. In secondo luogo, perché già le atmosfere del suo fulminante disco d’esordio, “Real life”, del 2006, erano ricche di stimoli positivi (e tutto questo nonostante il dolore per la scomparsa del fidanzato, il celebre Jeff Buckley). Il nuovo album prende il nome da un’immagine catturata da Hubble, il potente telescopio spaziale. La zona fotografata è una regione all’interno della costellazione dell’Orsa Maggiore: «sappiamo così poco di ciò che ci circonda» dice a questo proposito Joan «E il macrocosmo non è poi diverso dal microcosmo, l’interiorità profonda delle nostre vite... anch’esso è infinito».

Sulle orme di Stevie Wonder
Pensieri profondi, sorretti da sonorità che si rifanno, per sua stessa ammissione, a Marvin Gaye, Sly and the Family Stone, Bowie, Curtis Mayfield e Stevie Wonder: «Mi sono accostata al processo di scrittura con l’intento di parlare da un punto di vista più universale, un po’ alla maniera di Stevie Wonder, circa l'esperienza umana. Devo riconoscere a Stevie, a questo proposito, il merito personalissimo di aver reso cool gli atteggiamenti positivi. Ci sono già abbastanza “bassi” nella vita e io non ci tengo proprio a crogiolarmi in essi invece di spassarmela. Così ho cercato di scrivere canzoni che parlano di speranza e di essere aperta e libera» afferma Joan. I paragoni non vi sembrino azzardati: già dal suo primo album, l’artista ha fatto scomodare confronti con nomi importanti, da PJ Harvey a Laura Nyro, passando nientemeno per Al Green. Joan in effetti è ricca di idee e talento. Nata nel Maine con il nome di Joan Wasser, cresce con il fratello adottivo nel Connecticut e fin da piccola impara a suonare pianoforte e violino. Si unisce ben presto ai musicisti della scena indie newyorkese, suonando in band come Dambuilders, Black Beetle e Those Bastard Souls. Ma può anche vantare esperienze con la band di Antony and The Johnson e Rufus Wainwright.

In Africa con Damon Albarn
Una ragazza tanto poliedrica naturalmente non confina alla sola musica i suoi interessi. Infatti Joan crede molto nella attività a favore degli altri, e ha anche partecipato alla missione “Africa Express” voluta da Damon Albarn dei Blur nel 2010 per portare aiuti alla popolazione dell’Etiopia: «Ho vissuto un'esperienza catartica inaspettata. Ovunque andassimo la gente iniziava a parlarci e chiederci da dove venissimo e, in men che non si dica, ci ritrovavamo seduti al loro tavolo, ci presentavano il loro futuro consorte, le loro le sorelle e i loro mariti, i loro amici, i loro genitori... Sinceramente, mi ha fatto sentire molto meglio rispetto al parlare con tutti e nessuno nella metropolitana di New York. È stato bello ricordarsi di come noi tutti potremmo comunicare tra di noi, se solo sfruttassimo questa opportunità. In quel paese non c’è il tempo né il modo di preoccuparsi di essere cool: è stato quel popolo a porre le basi della civiltà e non deve preoccuparsi di nulla. Sono loro gli stessi creatori del concetto di cool!».

Joan as Police Woman: The Deep Field

The Deep Field
Genere:
alt pop
Pubblicato:
2010
Play it again Sam
Rating
  • CD1
Nervous 00.30
The Magic 00.30
The action man 00.30
Flash 00.30
Run for love 00.30
Human Condition 00.30
Kiss the specifics 00.30
Chemmie 00.30
Forevr and a year 00.30
I was everyone 00.30




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